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Il mondo delle visioniFrammenti di una sorpresa…
“…dimenticava ogni volta che bastava così poco per ritrovare tutto quello che bastava… Ricordava il nome della felicità… nome Proprio del tempo passato insieme e non ancora passato…profumo nascosto in ogni angolo della memoria che si fa immagine da lasciare sulla carta per tutte le volte che avrebbe voluto parlarle…” Testamento
“Tutto quello che resta è il ricordo delle notti che ti ho raccontato. Quanto c’era di me in quelle pagine, quanto di te, forse tutto il tuo essermi dentro. Eppure non ti ho mai amato e ti amo ancora, e riesco ancora a dirlo, io, fedele all’unica promessa che posso, prima e dopo di te, nessuna più come te, più di te. Promessa che mantengo solo a me stesso, l’unico per cui conta davvero, ancora padrone per queste ultime ore di questo mondo di carta che ti è appartenuto senza la tua volontà, che vale quanto questo foglio, niente di più, niente di meno. Le parole non hanno peso, e l’ho capito ora, visto che non restano; i sogni invece ne hanno tanto, zavorra sul mio futuro, il tuo passato, unico desiderio per cui sono stato quello che sono stato. Faccio i conti con i pensieri, mi interrogo non potendo interrogarti, e mi chiedo e mi rispondo. Se tutto fosse falso, allora saprei parlarne ancora, saprei crederti mia come non lo sei mai stata, avrei ancora le mille notti da sperare e un cielo dove la luna si piega per noi. Eppure non è vero, non lo è mai stato, e così anche il ricordo si fa menzogna. Non sei mai stata qui. Cosa resta in dono… la tua vittoria, ali tagliate, impresa mai riuscita a nessuno, e le parole, che sono aria, respirata, buttata via… aria… niente. Scusa se non posso di più…”
…
“ho provato a scriverti… ma le parole si sono perse guardandoti…” Frammenti di attimi
“Quella sera passava leggera su Gin, pensando ad un passato che si faceva presente e a un futuro inesistente. Fotografie di attimi, gli occhi passarono da anima ad anima le parole senza bisogno di aggiungere niente. Domani sarebbe rimasto Domani senza mai farsi ricordo, senza mai farsi viaggio da raccontare. Domani si fece speranza, poi illusione, per diventare quello che è nelle storie che iniziano ad essere scritte partendo dalla fine: niente…” Frammenti di un clown
“Conosceva già quella sera che stava arrivando. L’aria familiare della distanza, il sapore del vino rosso e delle attese affogate. Lo specchio rotondo gli restituiva una foto di un clown che tra il ridicolo e il coraggio si era lasciato sognare per un numero indefinito di notti da un ancor più indefinito numero di persone. Numeri, che non hanno importanza quando manca il primo tra loro, l’inizio di tutto. Spettacolo non pagato da quell’unico sorriso che avrebbe voluto, e ancora crudele lo specchio gli restituiva una foto: la sua faccia al sentire quelle parole che lo avevano fatto sentire invisibile. Tutto questo spettacolo di sé completamente dimenticato, oscurato dal primo pagliaccio a due metri più in là. Chiuse con cura la valigia del trucco, cercando di evitare ogni possibile disturbo, sciogliendo la chiave in un anello senza regina. Si alzò salutando col cappello quello che di lui vedeva allo specchio. Era la cosa che aveva amato di più dopo di Lei. Tolse il disturbo, perchè certe volte bisogna uscire di scena senza far rumore…” Frammenti di un viaggiatore
“Era una storia che si stava scrivendo sulle distanze, su carta di acqua che non ha memoria delle parole ma che conservava i profumi anche dall’altra parte del mondo. Un pensiero al giorno, lungo una notte intera, per ogni giorno che era una distanza in più prima del ritorno, un tempo in meno da aspettare e vivere, tentando di restare vivi. Viaggiatore silente, non poteva sentirla dall’altre parte del mondo. Un violino non passa il mare, una rosa neanche, e continuava a soffiare parole ad una luna nuova, unica messaggera capace di passare quell'acqua.” Frammenti di una sera qualunque..
“Fin dove poteva portarla… ad un passo da lì, dove c’era un altro mondo possibile per più di una sera. Malinconia, estranea , turista, benvenuta ogni volta che voleva sentirla sua, il giusto prezzo da pagare per un sogno. Peccaminosa mente, onesto cuore che conosce ogni verità, silente custode. Era sua… dolce illusione…” Ascoltando Genova 22
“Ho nostalgia di questa città. Sarà che ci cammino dentro restando in superfice, non ti trovo, forse non ti sto davvero cercando. I passi dicono a queste strade di pioggia parole di nostalgia, inciampando ogni volta in un pensiero diverso che porta il tuo nome. è tutto uguale infondo, sarà solo che mi manchi di più…”
Tratto da un pensiero Frammenti in prima persona
“…e in quella luce c’era il suo nome distorto , deforme da una distanza che non si voleva colmare. 2 ore e mezzo da lì, due ore di Gin… Il giallo che mi veniva incontro, il retro rosso delle altre macchine, erano solo attimi , altre vite che incrociavo, altre vite come la sua che stavo per sfiorare per un’ultima volta. Silenzioso addio, teatralità da sipario chiuso, parole strette e sguardi eloquenti. Ringraziamenti per il tempo che è stato, una necessità. Veloce Gin, veloce quanto basta, come sempre, unico amore ancora rimasto, mi raccontava delle mille notti alle finestre. Non avremmo dovuto lasciarci, non avremmo potuto. Non avremmo potuto restare insieme, forse…”
Oceano mare (citazione)
"...quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno- un padre, un amore, qualcuno- capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume- immaginarlo, inventarlo- e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle, e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno- un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare." Citazione dal Blog di Polly
“A un certo punto devi prendere una decisione. I confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti. La vita è un problema e noi siamo fatti così, quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare confini oppure puoi decidere di vivere superandoli. Ma ci sono dei confini che è decisamente troppo pericoloso varcare. Frammenti di una Visione
Quella era un’altra notte da scriverLe. Dalla finestra della sua stanza vedeva il mare, frutto della sua immaginazione, e vedeva Lei, sinuosa Calliope, ferma, statuaria, con mille anime a bruciare intorno per un suo sguardo. Lui, il più silenzioso degli amanti, aveva solo gli occhi da darLe; Ogni altro senso era andato perduto poichè sapeva riconoscere solo la differenza tra Lei e tutto ciò che non era. Il suo profumo, o nessun profumo, il suo sapore o il nulla, la sua seta o tutto il resto era ruvido, nessuna musica o la sua voce che appena respira. Oltre quel mare la loro città, mille posti nuovi e mille letti per scambiarsi ancora l’anima in notti che non conoscono fine, per entrare e uscire da ogni sguardo come fuoco, come acqua, come ogni contraddizione che per loro era solo una nuova possibilità. Loro, protagonisti di un mondo di carta che si accompagnava con la musica di un piano incostante come il loro girare. Lei , invidia del mondo che avrebbe voluto essere Lei.. Lei.. la Visione più bella…
Solo 5 minuti in cui sei andata via
Invidioso dell’amore che hai, che io ho e non do, conservato come tesoro non voluto, chiuso in queste mura di follia, legato al mondo da queste parole. Eppure vive,e vuole morire, non potendo respirare muore, o almeno vorrebbe mentre resiste al tempo. Queste onde ora mi parlano di me che parlo di te, continuo andare e venire di corpi che appena ricordo. Quello che mi manca non è la tua bocca ma l’aria che mi dava, fiato e tremore, emozione. Ma tu dove sei? Fino all’ultimo…Sopporterei ciò che più mi uccide… saprei restare comunque fedele a me stesso.. ..mi hai soltato strappato un pò di silenzio.. Frammenti su “Notturno”
“Erano proprio le notti come queste in cui sembrava irragiungibile che si riscopriva a pensarla come aveva amato fare in altre cento sere, quando l’aria d’estate li teneva lontani a sognare l’uno dell’altro in un pensiero nascosto a sè stessi per primi. Con la primavera alle porte un vento freddo si divertiva a farli stringere nei cappotti di quella stessa città che sembrava farsi bella e romantica per loro soli, e allo stesso tempo incredibilmente grande da non farli incontrare Forse avrebbero ballato al centro della strada spegnendo le finestre con lo sguardo, per essere soli quanto basta per credersi parte dell’altro. Un altro segreto, un’altra magia, illusione, bugia, chiamatela come volete, ma sarebbe durata solo il tempo di questa canzone che sta dando le sue ultime note...” Frammenti di sale
“…Ed erano strani richiami quelli delle onde che cantavano facendosi forza sugli scogli in un giorno grigio. La sua finestra era vicina al mare quanto bastava per sentire quello strano canto e, nei giorni più silenziosi, per sentire l’odore del sale. Non una goccia d’acqua riusciva ad arrivare sui suoi vetri; erano lontani quei tempi degli inverni di tempesta, le improvvise partenze, le notti nascoste dentro una bugia, eppure echi di sirene tentavano la mente rievocando profumi, pelle bianca decorata di nei come cordinate di quella schiena che nel suo letto si faceva mondo intero in cui vivere. Sentiva la distanza, sentiva la distanza che la faceva sentire vicina, e quel mare… era ancora il posto in cui voleva fermarsi per perdersi..
“Una dedica a mia moglie”“A cui devo la gioia palpitante
Ri-citazione (A.Merini)
Io non ho bisogno di denaro. Frammenti grigi…
“Dalla finestra verso il mondo si affacciavano nuovamente giorni di pioggia a redenre grige le visioni di un mondo che non sapeva cambiare ma che, nonostante tutto, non aveva alcuna intenzione di fermarsi. Sfogliando le pagine lesse di una malinconia dello stesso colore di quei minuti.. Dov’erano i cieli di stelle carichi di parole da sussurrare? E quelle note? Dov’erano quei giorni in cui sapeva muovere il mondo? e dov’era lei?…lei che disegnava il tempo in un’immagine ferma ad aspettare la fine di un bacio che non sapeva dire basta… Dov’era quella vita possibile…dov’era lui? Lontano dal mondo, in quel posto dove tutto è possibile, facendo spazio in quel posto dove neanche lei riusciva ad arrivare a fargli compagnia…”
Rive
“E’ qui che il mare si perde, quando tocca le mie sponde e si ritrae. Qui che finisce, quando non trova più rive e nel suo momento più alto si perde sotto un cielo più grande di lui carico di luci che a fatica riesce a riflettere tremando. Onde, nient’altro che brividi, quando io perdo le rime e lui il suo lento andare e venire…” Frammenti di un momentaneo addio
“…ci sarebbe stata ancora tutta una notte per parlare di sè se solo non avesse dovuto lasciare il caldo di quel letto già nostalgico di quei minuti che stavano passando insieme. Abbraccio, pensiero, presente, presenze, corpi che smettevano di essere pelle, labbra che passavano dalle parole alla passione per farsi fiato, per farsi sospiri, anima che entra, anima che esce. occhi che si chiudevano eppure continuano a vedere lei, ancora lei..la sentiva addosso, anche ora che già era in viaggio…”
Parole nuove
Materializzo parole che si fanno paesaggi inediti alla tua memoria che infetta non può fare più a meno di me, mentre mi canti nella mia assenza io ti guardo soffrire di una convivenza impossibile in un costante esserci accanto. Queste terre inesplorate saranno la tua malinconia quando tornerai nella terra mortale, e queste parole potenti ti faranno tremare quando scapperai dall’altra parte del mondo per fuggire da me, l’unica cosa che vuoi davvero… Frammenti da completare (l’unico regalo che posso)
“In un giorno banale suonavano le note di una malinconia che non voleva guarire, e lettere s’inseguivano per contraddirsi mentre lei era lontana. Su carta si sarebbero infilate sotto la sua porta per raccontare a lei, a lei sola, di un addio che era nell’aria fredda di un inverno morente. C’era voluto così poco per riconoscersi, e meno ancora per lasciarsi andare via, ognuno per la sua strada, parallela all’altra, visibile da un vetro appannato di un treno non troppo veloce, e in questo corrersi via, in questo corrersi a fianco, un giorno si sarebbero accorti che quello che guardavano fuori non era altro che il riflesso del proprio sguardo ospite della memoria e dei troppi giorni difficili da dimenticare…” Benvenuto nel mio Spaces!
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